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Le spazzole di Haidinger sono fenomeni entoptici originati dall'assorbimento dicroico della luce polarizzata da parte dei carotenoidi maculari allineati all'interno dello strato delle fibre di Henle. Nonostante il loro potenziale come indice psicofisico non invasivo dell'integrità maculare, i parametri chiave che governano la loro percezione rimangono ancora poco caratterizzati.
In un primo studio, abbiamo indagato sistematicamente il ruolo dell'adattamento neurale nella percezione delle spazzole di Haidinger in 37 individui sani. Utilizzando un apparato sperimentale personalizzato, che combina due sorgenti LED blu (468 nm) con un polarizzatore lineare rotante, abbiamo misurato le soglie di velocità di rotazione su sette livelli di polarizzazione. Tali soglie sono diminuite linearmente con il logaritmo del livello di polarizzazione, stabilendo un quadro quantitativo che collega le dinamiche di adattamento neurale alla densità del pigmento maculare. La soglia media di polarizzazione stimata è risultata pari a 9,7 ± 1,2%, inferiore ai valori riportati in letteratura, probabilmente grazie alla più ampia gamma di velocità di rotazione esplorate. Un dato particolarmente rilevante è che soglie di velocità di rotazione più basse al contrasto massimo si sono rivelate predittive di soglie di polarizzazione più basse, suggerendo che questo parametro possa costituire un biomarcatore individuale della funzione maculare.
Sulla base di questo quadro normativo, abbiamo successivamente applicato il medesimo paradigma a tre persone con albinismo oculocutaneo — una condizione caratterizzata da ridotta densità del pigmento maculare e da un'architettura compromessa dello strato delle fibre di Henle. Tutti i partecipanti hanno percepito fenomeni entoptici dipendenti dalla polarizzazione al 100% di polarizzazione, riportando tuttavia pattern qualitativamente atipici: asimmetrici, localizzati perifericamente e con descrittori di movimento aberranti. Non si sono verificati falsi allarmi allo 0% di polarizzazione. Queste deviazioni riflettono verosimilmente la disorganizzazione dello strato delle fibre di Henle, piuttosto che la semplice assenza di pigmento.
Nel complesso, questi risultati consolidano la psicofisica delle spazzole di Haidinger come uno strumento sensibile e accessibile per valutare l'integrità strutturale della macula in condizioni sia fisiologiche che patologiche.