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Abstract: Nonostante il trend sia in diminuzione, secondo l’organizzazione mondiale della sanità, a livello globale ogni anno gli incidenti stradali provocano circa 1,19 milioni di decessi e con una stima poco precisa, dai 20 ai 50 milioni di feriti. Sebbene la numerosità degli incidenti diurni superi quella dei notturni, normalizzando i dati alle statistiche di transito veicolare, è possibile dedurre che il rischio di incidenti in ore notturne è decisamente più alto rispetto alle ore diurne.
In risposta all’evidenza che la ridotta visibilità sia una delle cause principali degli incidenti notturni, l’industria automobilistica negli ultimi decenni, ha dedicato sempre maggior fervore allo studio e all’applicazione delle nuove tecnologie ai dispositivi illuminanti dei veicoli e delle strade.
Se da una parte queste nuove tecnologie (HID/LED/LASER) si sono dimostrate ben più efficaci rispetto alle precedenti (alogene) in termini quantitativi di flusso e luminanza, dall’altra esse producono una maggior incidenza di abbagliamento (“glare” per mantenere l’anglicismo) a carico dei guidatori che giungono in direzione opposta.
In letteratura, i disturbi visivi connessi al glare, sono classificabili in tre condizioni principali, definite “disability glare”, “discomfort glare” e “glare recovery”. E’ altresì evidente che tali disturbi, sono correlati all’età del guidatore, all’insorgenza di talune patologie oculari e alle caratteristiche spettrali dei vari sistemi illuminanti del veicolo, con particolare sensibilità alle emissioni con bassa lunghezza d’onda.
Sebbene il mondo “automotive”, sia particolarmente attento a questo problema e stia utilizzando strategie meccaniche ed elettroniche atte a contrastare il glare causato dai fari anabbaglianti e abbaglianti, questo lavoro vuole indagare in letteratura su eventuali approcci clinici optometrici atti a minimizzare il problema. Tali approcci riguarderanno sia l’aspetto preventivo, provando ad individuare tecniche di analisi visiva specifiche per la guida notturna, che quello funzionale, provando ad individuare eventuali soluzioni compatibili ai comuni ausili visivi come lenti oftalmiche o lenti a contatto.